In una recente ordinanza, per la verità senza esplicitare alcuna motivazione, il Giudice del Tribunale di Bergamo ha disposto il mutamento del rito nel procedimento sommario di intimazione di licenza per finita locazione, trattandosi nella fattispecie di contratto alla prima scadenza; ciò nonostante l'intimato non si sia costituito e pertanto non abbia formalizzato alcuna contestazione in ordine alle ragioni dedotte dall'intimante a giustificazione della disdetta.
La Sezione Lavoro del Tribunale di Bergamo ha voluto, ancora, ribadire la natura pressoché oggettiva della responsabilità del datore di lavoro nel caso di infortunio occorso al dipendente.

di Nicoletta Giazzi

Le Sezioni Unite si pronunciano, ancora, sulla funzione dell'assegno divorzile.

La Cassazione torna ad occuparsi dell'idoneità della sentenza nel rivestire efficacia vincolante al di fuori del processo all'esito del quale è stata pronunciata, e lo fa ribadendo con forza il suo costante insegnamento.
di Giulia Bettini

In una recentissima sentenza (la n. 1286/18) la Corte d'Appello di Brescia ribadisce come il giudice del reclamo proposto ex art. 18 della Legge Fallimentare possa, nel caso di vizio nella vocatio in ius nel procedimento volto alla dichiarazione di fallimento (nella specie, per il mancato rispetto del termine a difesa previsto dalla Legge Fallimentare), possa e debba decidere nel merito dell'istanza di fallimento, senza dover rimettere le parti al giudice di prime cure. Ed ancora, la Corte conferma come il termine annuale di cui all'art. 10 della Legge Fallimentare non operi quale termine di prescrizione o di decadenza, avendo la precipua funzione di garantire la certezza delle situazioni giuridiche.

Il Tribunale di Bergamo si pone nell'alveo della giurisprudenza di legittimità nell'escludere che l'individuazione di un elemento essenziale del contratto di costituzione di servitù possa avvenire ricorrendo a dati esterni ed estranei al tenore letterale della scrittura.