di Nicoletta Giazzi


Il mutamento interpretativo in ordine ai criteri per il riconoscimento dell'assegno divorzile sancito dalla sentenza n. 11504/2017 della Prima Sezione Civile della Cassazione, ha prodotto, come prevedibile, un effetto domino. Molte infatti, anche dinnanzi al Tribunale di Bergamo, sono state le richieste, da parte dei coniugi onerati, di revoca dell'obbligo della corresponsione del predetto assegno. La citata sentenza, infatti, ha stabilito nell'”indipendenza economica” o “autoresponsabilità” il nuovo parametro in base al quale valutare la spettanza o meno dell'assegno (cd. fase dell'an debeatur) in capo al coniuge richiedente, a discapito del consolidato criterio che prendeva a riferimento il “tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio. Trattasi di un cambio di orientamento significativo che avrebbe, senz'altro, meritato la preventiva pronuncia delle Sezioni Unite.

Ed è proprio tale pronuncia che si sta aspettando.
Il Tribunale di Bergamo ribadisce che il termine di prescrizione in tema di azione prevista in tema di gravi vizi e difetti dell'immobile prevista dall'art. 1669 del codice civile, decorre dal momento dell'acquisizione di un apprezzabile grado di conoscenza del vizio lamentato.

In una recente sentenza (la n. 456/18) il Tribunale di Bergamo affronta il problema dell'utilizzabilità, quale fonte di libero convincimento, le dichiarazioni rese dalla parte in sede di giuramento decisorio, al cui espletamento è seguita la revoca dell'ordinanza che aveva ammesso tale mezzo istruttorio.

E’ opinione comune considerare che, in caso di incidente stradale che veda coinvolto un pedone, quest’ultimo non sia mai in torto.
E' noto che, secondo l'art. 5 del Decreto Legislativo n. 20 del 2010 e sue successive modifiche, chi intende esercitare in giudizio un’azione relativa ad una controversia in materia di contratti assicurativi, è tenuto preliminarmente ad esperire il procedimento di mediazione previsto dalla norma in argomento.

La tematica è di sicuro interesse se si considera che l'espropriazione presso terzi è forse il mezzo più utilizzato per il recupero coattivo di un credito, ritenuto il più idoneo a soddisfare le proprie ragioni.