Il Tribunale di Bergamo si pone nell'alveo della giurisprudenza di legittimità nell'escludere che l'individuazione di un elemento essenziale del contratto di costituzione di servitù possa avvenire ricorrendo a dati esterni ed estranei al tenore letterale della scrittura.

Una recentissima sentenza  della Corte di Cassazione ha ritenuto che "nella materia del danno da perdita del congiunto ... la nozione di ordine pubblico internazionale, presente ... nella L. n. 218 del 1995, comma 1, si deve intendere nei termini seguenti: "Agli effetti del diritto internazionale privato, l'ordine pubblico che - anche ai sensi dell'abrogato articolo 31 preleggi, applicabile "ratione temporis" - impedisce l'ingresso nell'ordinamento italiano della norma straniera che vi contrasti si identifica con l'"ordine pubblico internazionale", da intendersi come complesso dei principi fondamentali caratterizzanti l'ordinamento interno in un determinato periodo storico o fondati su esigenze di garanzia, comuni ai diversi ordinamenti, di tutela dei diritti fondamentali dell'uomo", ribadendo così un indirizzo già espresso in precedenza (Cass. n. 19405 del 2003).

La sentenza in argomento sottolinea la necessita' di "identificare l'ordine pubblico di rilievo internazionalprivatistico con l'oggetto di un controllo della compatibilita' della norma straniera con i "principi fondamentali della nostra Costituzione o, comunque, (individuabili) in quelle altre norme che rispondono all'esigenza di carattere universale di tutelare i diritti fondamentali dell'uomo o, ancora, che informano l'intero ordinamento in modo tale che la loro lesione (per effetto dell'applicazione della norma straniera) si traduca in uno stravolgimento dei suoi valori fondanti".

In allestimento.
di Nicoletta Giazzi


Il mutamento interpretativo in ordine ai criteri per il riconoscimento dell'assegno divorzile sancito dalla sentenza n. 11504/2017 della Prima Sezione Civile della Cassazione, ha prodotto, come prevedibile, un effetto domino. Molte infatti, anche dinnanzi al Tribunale di Bergamo, sono state le richieste, da parte dei coniugi onerati, di revoca dell'obbligo della corresponsione del predetto assegno. La citata sentenza, infatti, ha stabilito nell'”indipendenza economica” o “autoresponsabilità” il nuovo parametro in base al quale valutare la spettanza o meno dell'assegno (cd. fase dell'an debeatur) in capo al coniuge richiedente, a discapito del consolidato criterio che prendeva a riferimento il “tenore di vita” goduto in costanza di matrimonio. Trattasi di un cambio di orientamento significativo che avrebbe, senz'altro, meritato la preventiva pronuncia delle Sezioni Unite.

Ed è proprio tale pronuncia che si sta aspettando.
Il Tribunale di Bergamo ribadisce che il termine di prescrizione in tema di azione prevista in tema di gravi vizi e difetti dell'immobile prevista dall'art. 1669 del codice civile, decorre dal momento dell'acquisizione di un apprezzabile grado di conoscenza del vizio lamentato.

In una recente sentenza (la n. 456/18) il Tribunale di Bergamo affronta il problema dell'utilizzabilità, quale fonte di libero convincimento, le dichiarazioni rese dalla parte in sede di giuramento decisorio, al cui espletamento è seguita la revoca dell'ordinanza che aveva ammesso tale mezzo istruttorio.

E’ opinione comune considerare che, in caso di incidente stradale che veda coinvolto un pedone, quest’ultimo non sia mai in torto.